Si chiama value-grounded tourism e racchiude tutte le forme di turismo fondate sui valori. E’ un fenomeno mondiale di cui il turismo spirituale è la punta di diamante, un movimento che coinvolge almeno 300 milioni di persone in tutto il mondo, per un valore complessivo, secondo i dati WTO (World Tourism Organization), di 18 miliardi di dollari, di cui 4,5 in Italia.
Ma chi è oggi il viaggiatore del turismo spirituale?
E’ un turista di alto profilo, che coniuga la motivazione spirituale del viaggio con un approccio rispettoso, consapevole e informato verso i territori e le località che visita. Secondo una ricerca di Istur, l’Istituto Internazionale di Scienze Turistiche, i giovani tra i 20 e i 30 anni, insieme con i giovani adulti tra i 30 e i 40 anni, rappresentano un terzo del totale dei viaggiatori spirituali. Nel viaggio le attività religiose sono prevalenti (riti e offerte), ma si rileva un 35,10% di turisti che si dedica all’approfondimento della conoscenza del territorio, dei suoi paesaggi e delle sue risorse.
Il BIT dedica da tempo a questo tipo di turista e al proprio modo di vivere il viaggio grande attenzione, e anche quest’anno ripropone il BIT Itinera, un momento di incontro per gli operatori coinvolti nella valorizzazione dei siti storici, dei percorsi e dei cammini di fede, dei luoghi di culto e delle destinazioni religiose, organizzato dalla Borsa Internazionale del Turismo in collaborazione con Aurea (Borsa del Turismo Religioso) e Spazio Eventi.
E a dimostrazione di un’apertura totale verso la religiosità nell’epoca della globalizzazione, per quest’edizione BIT integra i tradizionali percorsi di pellegrinaggio cristiani anche con itinerari ebraici ed islamici.
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